Cronaca

Da Padova a Ravenna per rubare nelle isole ecologiche: tre fermati, sono già liberi

Negli ultimi tempi il fenomeno legato ai furti di batterie esauste ai danni di isole ecologiche ed elettrauti è molto diffuso in molte regioni d’Italia ma soprattutto in Romagna,

Negli ultimi tempi il fenomeno legato ai furti di batterie esauste ai danni di isole ecologiche ed elettrauti è molto diffuso in molte regioni d’Italia ma soprattutto in Romagna, dove si susseguono episodi predatori legati ad un vero e proprio “business” del piombo che alimenta la filiera del mercato clandestino. Infatti, ci sono vere e proprie organizzazioni criminali che colpiscono “in trasferta” prendendo d’assalto le isole ecologiche dove vengono raccolte batterie esauste e rifiuti elettronici che contengono metalli molto costosi.

Nella tarda serata di venerdì tre “predoni” specializzati in questo genere di furti si sono introdotti nella stazione ecologica di Hera che si trova a Bagnara in via 2 Giugno. La centrale operativa del 112 di Faenza, appena ricevuta la segnalazione di un cittadino di Bagnara che nel rincasare aveva notato alcuni movimenti sospetti all’interno dell’isola ecologica, ha inviato un equipaggio della stazione carabinieri del luogo, che stava pattugliando la zona proprio per prevenire i furti nella fascia più “sensibile” della giornata che è quella serale.

I militari dell’arma che in pochissimi secondi hanno imboccato la via lunga che conduce alla stazione ecologica dell’hera, hanno intercettato una Ford Galaxy che si era fermata, con i fari spenti, in una zona defilata, affiancato da una Volkswagen Golf parcheggiata allo stesso modo. Quando i carabinieri hanno illuminato con il faro i due veicoli sospetti, si sono accorti che a bordo del suv c’era una donna 39enne. Sul golf c’erano due uomini, un 40enne italiano ed un 36enne originario del Marocco, tutti residenti nella provincia di Padova. Fra l’altro i due uomini sono risultati al terminale degli “specialisti” nei furti ai danni di isole ecologiche messi a segno in molte province del nord Italia.

A quel punto, i carabinieri di Bagnara, al comando del maresciallo capo Gianni Falletti, hanno voluto vederci chiaro. Infatti quando hanno aperto il bagagliaio della Ford hanno trovato trenta batterie e accumulatori di corrente insieme a serpentine in  rame, motori elettrici per frigorifero, televisori, ferri  da stiro ed altri rifiuti elettronici. I tre hanno subito confessato di aver prelevato quel materiale dall'isola ecologica, infatti in sede di sopralluogo i militari dell’arma hanno trovato la recinzione danneggiata.
 
Con l’avallo del pubblico ministero D’Aniello, il terzetto è stato arrestato per furto aggravato, inoltre sono stati tutti denunciati per aver trasportato rifiuti senza averne l'autorizzazione, fra l’altro le batterie esauste che i tre avevano rubato sono classificate come rifiuti pericolosi in quanti tossici per la salute a causa dell’alta percentuale di piombo e acido solforico contenuta all’interno.
 
Sabato mattina, in tribunale a Ravenna, davanti al giudice Beatrice Bernabei che ha convalidato l'arresto, i tre hanno ammesso le loro responsabilità. In attesa della data del processo,  per i due uomini è stato disposto il divieto di dimora nella provincia di Ravenna: alla donna non è stata applicata alcuna misura.


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